Sanità/Rifondazione Comunista “Il numero del ReCUP è diventato a pagamento”

Condividi l'Articolo sui Social

Mentre il direttore dell’ASL di Latina cerca – con la complicità dei sindaci – di dare il colpo mortale alla sanità pontina non è che le cose alla regione Lazio vadano meglio. C’è il presidente Zingaretti che sta svendendo la sanità pubblica al clero, senza che nessuno – tranne poche lodevoli eccezioni – faccia nulla per impedirlo. D’altronde è chiaro che l’obbiettivo della giunta di centrosinistra è quello di trasformare questo trasferimenti di denaro pubblico in consenso elettorale. Un’operazione che avrà come conseguenza il peggioramento dei servizi e la probabile negazione di altri.

Tutto questo non basta, perché da un lato si cedono ai religiosi tutta una serie di servizi e dell’altro si cerca di scaricare i costi sui pazienti di ciò che rimane. Prendiamo il caso del ReCUP (centro unico per le prenotazioni sanitarie), con il quale è possibile prenotare gli esami e le visite specialistiche presso le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate . Dal primo novembre è attivo il nuovo numero 069939.

Il vecchio numero (803333) resterà attivo fino al 31 dicembre 2018, ma il cambiamento più grosso che interesserà tale servizio non è il numero. Infatti esso non sarà più ‘verde’ ma una telefonata come un’altra. La gratuità resterà solo per quanti chiameranno dai numeri fissi, mentre per chi userà il cellulare il servizio costerà come una qualsiasi telefonata ad un fisso, da pagare quindi secondo il proprio piano tariffario.

A deciderlo è stata lo scorso 23 luglio la giunta regionale nel Lazio che ha inserito tale provvedimento all’interno del ‘Piano triennale di razionalizzazione e riqualificazione della spesa 2018-2020‘. La Regione Lazio ha giustificato la cosa con la seguente nota: “Non c’è alcun reale aggravio per i cittadini che vogliano effettuare una prenotazione di esami e visite specialistiche presso le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate utilizzando la rete fissa o da rete mobile poiché sarà come effettuare una normale chiamata a un numero fisso, un servizio che di fatto è già presente nei piani tariffari dei singoli gestori.

Si informano inoltre i cittadini che in questi giorni potranno continuare a chiamare il Recup al 803333 senza nessun disagio o sospensione del servizio. Stiamo parlando di un contratto con il gestore telefonico ormai insostenibile. L’anomalia casomai era rappresentata da una Regione che spendeva milioni di euro in un servizio che di fatto era già nei piani tariffari. Oltretutto si segnala come molte altre Regioni e Comuni italiani e lo stesso Comune di Roma nei loro servizi di call center utilizzino le medesime modalità”.

Tra l’altro il servizio ReCUP è appaltato a privati. L’ultimo bando di gara -in ordine di tempo – è stato un vero e proprio massacro per i lavoratori, che si sono visti – secondo i sindacati – gli stipendi tagliati per una media di 200 euro a dipendente, tra orario di lavoro ridotto e nuovi contratti penalizzanti (dal passaggio del contratto del commercio a quello ‘multiservizi’ alla perdita degli scatti di anzianità fino alla riduzione del monte ore di lavoro).

Insomma non solo Zingaretti non ha cuore la salute dei suoi concittadini ma nemmeno le condizioni di lavoro di quanti quella salute devono tutelare. Inoltre è di questi giorni la chiusura del C.U.P. di Spigno Saturnia. Pare che abbiano tagliato il monte ore sulla gara d’appalto. La conseguenza è che hanno chiuso sportelli in tutta la provincia.

Qualcuno ha fatto capire che la stessa sorte toccherà a quello della nostra città. Tra l’altro i lavoratori di Cup, Recup e uffici amministrativi delle Aziende Ospedaliere e sanitarie della Regione Lazio si sono trovati a passare, a seguito della nuova gara appalto indetta dalla Regione Lazio, dall’attuale contratto nazionale del commercio di quarto livello, ad un contratto di lavoro “multiservizi e servizi integrati” di terzo livello. Questo passaggio, in soldoni, equivale ad una decurtazione che varia dai 200 ai 300 euro sui salari. Ovviamente nessuno ne parla dalle nostre parti, perché parlare male del governatore – e forse prossimo segretario del partito democratico – è un peccato che si paga. E in tutto questo ci tocca sentire i fascisti locali che promettono le barricate. Ma ci facciano il piacere….

circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

Stampa

Condividi l'Articolo sui Social