Latina/Sanità: Legalità e trasparenza su Alta Diagnostica: si convochi il Collegio di Vigilanza

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“Calino le carte le Istituzioni locali. Vogliamo sapere chi è pronto a votare contro il progetto a vantaggio di Fondazione e non del territorio. Non capiamo perché ci si ostini a procedere con la sigla di un nuovo protocollo di intesa, che coinvolge anche altri enti, ignorando quanto previsto dal primo protocollo.

E’ infatti il Collegio di vigilanza, come previsto dall’ art. 4 del suddetto protocollo, costituito dai rappresentanti politici e dirigenti di ogni ente firmatario e presieduto dal Prefetto di Latina, l’unico organo competente per il controllo o modificazioni dell’esecuzione dell’accordo.

Il Collegio infatti da noi richiamato fin dal principio di questa vicenda, può essere convocato dal Prefetto su istanza di qualsiasi sottoscrittore, cosi come ricordato anche nell’ ultima riunione dal Presidente della provincia.

Vista la sua costituzione, e il coinvolgimento di un organo terzo, il Prefetto appunto, questo Collegio è stato immaginato come garanzia reale per la tutela di tutti gli obiettivi del progetto perseguiti dai firmatari.

Ricordiamo infatti che ad oggi, con la volontà di avallare una semplice donazione da parte di Fondazione Roma Sanità e Ricerca, viene meno l’ampio respiro previsto dal progetto originario, l’indotto economico per l’intero territorio provinciale, la ricerca di avanguardia scientifica e soprattutto il privato sociale.

Non ci si nasconda infatti dietro l’obsolescenza di un macchinario PET RM3 Tesla, che invece per esempio il Prof Franco Bui, dell’ Università di Padova, ha dichiarato e dimostrato essere ancora la nuova frontiera della scienza.

Si convochi il Collegio di vigilanza, e le Istituzioni locali calino le proprie carte. Davanti all’ opportunità legittima di mettere in minoranza la Fondazione Roma, che vuole invece svincolarsi dagli impegni assunti,  vogliamo vedere come si comporteranno le nostre Istituzioni locali.

Ricordiamo infatti che il Collegio delibera a maggioranza semplice con doppio voto in capo al Prefetto in caso di parità e che il protocollo,  ma ancora di più i patti attuativi e i contratti eseguiti vincolano la Fondazione all’esecuzione dell’accordo.

Ci aspettiamo dopo un anno e mezzo, che le istituzioni sia assumano la responsabilità delle proprie scelte che svendono ancora una volta il nostro territorio. Viceversa il progetto Centro Alta Diagnostica sarebbe salvo e la nostra comunità ne beneficerebbe in toto.”

IL COMITATO PROMOTORE

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