Formia/Nel giorno della sua commemorazione Michele Forte fa diventare democristiani, ex comunisti, forzisti e nuovi leghisti

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Una grande commemorazione quella tenutasi alla Sala Ribaud del Comune di Formia domenica in onore di Michele Forte. L’ex Sindaco, Presidente della Provincia e Senatore della Repubblica ha compiuto il suo ennesimo miracolo politico, ovvero, quello di riunire in una unica sala diverse realtà politiche che hanno concordato, senza litigare su un unico punto, lui, così come accadeva quando il Senatore era in vita e si rendeva protagonista di uno dei suoi migliori pregi la “mediazione politica” caratteristica che appartiene solo a politici di livello.

L’ex Sindaco di Formia e Senatore Michele Forte

Così nel corso della commemorazione tutti gli esponenti politici hanno reso omaggio a Michele Forte iniziando dal Sindaco di Formia Paola Villa che centrista e leghista non è, poi dall’uomo nuovo del PD Pierferdinando Casini con un video, al Sindaco del PD di Minturno Gerardo Stefanelli. E’ poi toccato a Forza Italia con il Senatore Claudio Fazzone e all’ex Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, mentre l’ex Sindaco Sandro Bartolomeo ha omaggiato Forte raccontando le contrapposizioni dai tempi che lo videro comunista fino ai giorni nostri, all’era del PD.

Ha concluso la Lega di Salvini con il Sottosegretario Claudio Durigon a cui hanno fatto eco i nuovi leghisti locali allevati politicamente proprio dal Senatore nell’UDC, Riccardelli e Di Rocco.

Insomma dalla sala consiliare si è levato un coro unanime che ha commemorato con i giusti onori Michele Forte e una proprosta importante è stata avanzata da Nicola Riccardelli al Sindaco Villa ovvero quella di intitolare Via Rotabile al Senatore, una proposta che il Sindaco non sembra aver disdegnato, anzi.

Una giornata di cui la famiglia Forte che ha organizzato l’evento può essere soddisfatta, Michele Forte anche se non più tra noi ha dato un segnale importante di ciò che è stato e se si dice che i democristiani sono diventati leghisti, si può affermare che domenica sono stati i leghisti a diventare democristiani per un giorno.

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