Formia/La targa a Totò il più grande atto culturale degli ultimi decenni

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Quando dici Totó, in qualsiasi parte del mondo, dici tutto perché Totó è stato tutto per l’arte nelle sue diverse forme dal teatro, al cinema, alla musica, alla poesia.

Formia ha avuto un grande onore, che purtroppo per decenni non ha mai tenuto in considerazione, un onore che avrebbe potuto dargli visibilità a livello mondiale.

La Targa in onore di Totó

Il più grande componimento poetico e messo in musica di Totó, conosciuto in tutto il pianeta è “Malafemmina”. Totó in una intervista video, alla domanda “come nasce questa opera d’arte” rispose  “Mi trovavo a Formia per girare un film e scrissi i versi su un pacchetto di sigarette”. Totó si trovava per la precisione al ristorante “Alla vecchia quercia” nella centralissima Via Vitruvio. “Malafemmena” nasce dunque a Formia e a Formia non gliene è mai fregato.

Non ai formiani, che anzi, nell’era dei social hanno sempre vantato questa “impresa” artistica nata nella loro città, ma la politica istituzionale si, quella se ne è sempre fregata, tanto da rendere quasi casuale l’intitolazione della ex GIL a Gianola come “Parco Antonio De Curtis” un titolo che resta su una targa e niente più, se si considera lo stato di abbandono del parco stesso.

Chi non se ne è mai fregato è l’ostinato presidente dell’associazione “La Magica” Augusto Ciccolella che in pieno agosto ha voluto omaggiare Totó ed il luogo dove è nata “Malafemmina” con una manifestazione e l’apposizione di una targa ad eterno ricordo. Se la performance di Umberto Del Prete (in foto) grande attore di teatro che ha fatto rivivere nella sua imitazione il Principe, è stata salutata dagli applausi, lo stesso dicasi per la telefonata in diretta della nipote di Totó, Elena, che riferendosi al Principe De Curtis chiamandolo semplicemente e con naturalezza “Nonno” emozionava gli astanti. Poi viene scoperta la targa, s coronamento di una serata di alto valore culturale e se vogliamo essere più cinici di grande marketing turistico, che a Formia non si vedeva da decenni.

Merito ad Augusto Ciccolella che con le poche forze a disposizione ha messo su questo piccolo evento. Piccolo perché appunto promosso da una piccola associazione.

Questo evento, in una città normale e che vuole promuoversi a livello turistico, doveva invece essere un grande evento, con grande richiamo di pubblico.

Così non è stato. Vi è stata solo la grande determinazione del Presidente de “La Magica” da un lato e il disinteresse politico-istituzionale dall’altro che si trascina da mezzo secolo.

D’altronde come diceva il Principe: “Siamo uomini o caporali?”

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