Formia/Elezioni provinciali. Marciano: una lista per gestione pubblica acqua e rifiuti

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Claudio Marciano – Partito democratico

Il 31 Marzo si terranno le elezioni del Consiglio Provinciale di Latina.Per i cittadini è una data sconosciuta: non votano, al loro posto si esprimeranno i consiglieri comunali e i sindaci dei Comuni dell’ambito pontino. Le Province dovevano essere abolite tramite Referendum, che poi è stato bocciato dalle urne. E’ rimasta sul campo una riforma azzoppata  per cui oggi le Province sono depotenziate nelle risorse e delegittimate dal punto di vista democratico, ma ancora sono responsabili di funzioni essenziali, tra cui la gestione delle risorse idriche, le politiche sui rifiuti, la formazione professionale, l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade intercomunali e altro.Il 31 Marzo rischia di arrivare senza che nessuno di questi temi sia stato affrontato dai possibili candidati, al netto di qualche dichiarazione di principio. E non sarebbe una sorpresa. Come già accaduto in altre tornate, con rare eccezioni, l’elezione di secondo livello del nostro Consiglio Provinciale si potrebbe ridurre ad un esercizio autoreferenziale del ceto politico locale. Alleanze tra  destra e sinistra, accordi sotto banco, tradimenti dell’ultima ora, spartizioni tra mozioni nei singoli partiti e nemmeno l’ombra di un’idea.Come consigliere comunale di Formia, ma anche come cittadino e come rappresentante di uno schieramento progressista, sento il bisogno di altro. Bisogna ripartire dai contenuti ma anche dalle forme che li rendono possibili. I contenuti sono, in primo luogo, la ripubblicizzazione del servizio idrico e la realizzazione di impianti pubblici per la raccolta dei rifiuti.Ma se diciamo Acqua Pubblica non possiamo fare accordi con chi ha sostenuto e protetto Acqualatina fin dalle origini.Se diciamo impianti di trattamento dei rifiuti pubblici non possiamo assecondare chi porta avanti – anche contro i principi di efficacia e trasparenza – politiche di privatizzazione Nemmeno genuflessioni e sconti possono essere fatti a livello extra territoriale. La Regione, che ha avviato iniziative incoraggianti sulle politiche comunitarie e ha ridato dignità alla Pisana, deve mantenere ancora la maggior parte degli impegni sul nostro territorio, in primis quelli sulla sanità pubblica. È necessario che Zingaretti abbia un interlocutore istituzionale e politico costruttivo ma anche inflessibile sui suoi diritti e interessi.E allora che fare? Anzitutto riconoscerci e provare a creare legami oltre le strutture  che oggi ci dividono. Dentro il Partito Democratico vi sono esponenti ed energie in grado di condividere questo percorso e,sebbene non abbiano rappresentanze consiliari particolarmente cospicue, anche nella sinistra oltre il PD.Credo che interlocutori interessanti vi siano anche in alcune esperienze civiche dove si sono raccolte tante, troppe esperienze di chiara matrice progressista orfane di una struttura partitica condivisa.Allora mi chiedo: perché non osare? Perché non mettere in piedi una lista con un nome programmatico inconfondibile – Acqua Pubblica per esempio – in cui raccogliere esperienze accomunate dalla voglia di ripubblicizzare i servizi locali e dare una spinta all’economia circolare locale da Nord a Sud della Provincia?

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